
Archy è una faina e racconta la propria vita in prima persona: già dal primo paragrafo del libro, il lettore si immerge in un mondo di animali descritto con una umanità sorprendente.
Gli animali parlano e affrontano i problemi della sopravvivenza, mescolando l’istinto e la ragione: scambiano beni per cibo o si indebitano come gli umani ma cacciano e si uccidono come animali.
In questo mondo nasce Archy con i suoi fratelli e affronta la prima difficoltà: vivere senza un genitore. Il padre, ladro di galline, morirà e lascerà la moglie da sola a crescere la prole.
L’immagine della madre, sola e pensierosa, non sembra venire da una faina ma da un essere umano: la consapevolezza che il più debole sia destinato a morire, non viene descritta come disumana bensì come ovvia conseguenza di una legge di natura.
E la legge della sopravvivenza sarà ancora più evidente quando Archy, rimasto zoppo per un incidente di caccia e quindi inutile per la famiglia, viene venduto per una gallina a una vecchia volpe, ovviamente furbo affarista usuraio.
La volpe però custodisce un bene prezioso e un segreto: il bene è un libro degli umani, il segreto è che la volpe è in grado di leggere. E nel leggere il libro apprende che esiste un essere supremo che tutto governa e che ha tutte le risposte.
Dopo le iniziali vessazioni, la vecchia volpe scopre che in realtà Archy è un animale dotato e gli insegna a leggere e a scrivere.
Inizia così questo romanzo sorprendente scritto da un giovane scrittore di soli 25 anni che dipinge un mondo con il colori e le immagini della Pixar: questi animali parlanti sembrano uscire da uno dei film di questa casa di produzione. Ma in realtà il romanzo non è una favola con lieto fine bensì è una storia che parla al cuore dell’uomo attraverso una volpe, una faina e un cane: dice quindi all’uomo che se vuole ritrovare il senso della esistenza di Dio deve ritornare al punto di partenza della propria evoluzione, quando le risposte erano nella natura non in google.
Il finale è da leggere e rileggere: intenso, crudo, vero.
Davvero complimenti, Bernardo. Questa opera prima ha tutti i requisiti per una carriera da grande scrittore.
