Gemma Calabresi Milite, La crepa e la luce, Mondadori 2022

La delicatezza di una confessione, la profondità di una vita attraversata dalla potenza della storia, la sottile levità di una parola dilaniante e nello stesso tempo semplice, diretta, capace di colpire ma solo per scuotere la coscienza. Ecco, tutto questo è il libro fresco di stampa di Gemma Calabresi Milite, “La crepa e la luce”, con un sottotitolo che è già sommario e sintesi, “Sulla strada del perdono. La mia storia”.

Gemma, moglie del commissario Luigi Calabresi, ucciso il 17 maggio 1972. Ma anche moglie dell’artista Tonino Milite. Una donna che ha dovuto far fronte alle storture della storia, alla violenza cieca di un estremismo ideologico che ha sconquassato la sua vita senza tuttavia riuscire ad annientarla. Una vita misurata attraverso il progressivo cammino nella fede.

La storia è nota: migliaia di pagine hanno sviscerato quel che è stato, la cronaca recente ha fatto rivivere sulle pagine dei giornali quei tragici anni, con l’estradizione di Giorgio Pietrostefani. Quasi un punto, una chiusura di tanto dolore, di tanto tragico dolore da quel 12 dicembre 1969, da quel 17 maggio 1972. Ma altra cosa è comprendere attraverso chi è stato travolto da quel dolore. Già Mario Calabresi, con “Spingendo la notte più in là”, edito da Mondadori nel 2007, aveva dato voce pubblica a quella vita privata dilaniata di cui le cronache dimenticano di dare ascolto.

La storia giudiziaria si coniuga con maggiore facilità con la narrativa dei terroristi, ma la storia ha lasciato sulla strada orfani, vedove, padri e madri dilaniati anch’essi da un’esplosione che ha modificato per sempre la loro vita.

Ecco quindi che “La crepa e la luce” riannoda momenti intimi e privati con la storia, con le vicende pubbliche della società italiana, concludendo il cammino intrapreso da Mario Calabresi con “Spingendo la notte più in là”.

Al lettore non resta che dire “Grazie!” per aver potuto condividere un’esperienza profonda che è stata ed è una storia d’amore e di pace, un’intensa testimonianza di vita, che sempre ha poggiato sulla forza della verità e sulla fiducia nella giustizia.

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